La sarcopenia – perdita di massa e funzione muscolare con l’età – è una delle principali cause di disabilità, cadute e mortalità negli anziani. La diagnosi precoce è fondamentale: prima si inizia, più facile è migliorare la condizione. Ma un nuovo studio dell’Università Federale del Brasile di São Carlos, pubblicato sulla rivista Cadernos de Saude Publica, rivela un problema: i criteri standard di diagnosi perdono la maggior parte delle persone a rischio. La proposta: alzare la soglia.
Il criterio attuale: perché non è sufficiente
Lo standard globale per la diagnosi di sarcopenia (secondo EWGSOP2 – European Working Group on Sarcopenia in Older People, versione 2019) utilizza la forza di presa come primo screening. La soglia attuale:
- Uomini: meno di 27 kg
- Donne: meno di 16 kg
Una persona sopra questa soglia è definita “senza sarcopenia”. Ma cosa succede se è comunque a rischio?
Lo studio brasiliano: 7.065 partecipanti
Il team, guidato dalla ricercatrice Sara Lima e dal ricercatore senior Prof. Tiago Alexandre, ha analizzato i dati di 7.065 brasiliani di 50 anni e più tratti dallo studio ELSI-Brazil. Si tratta di un’analisi trasversale (cross-sectional): ha fotografato la popolazione in un singolo momento, senza seguire i partecipanti nel tempo. I partecipanti sono stati sottoposti a:
- Test di forza di presa (dinamometro)
- Ulteriori test funzionali
- Valutazione nutrizionale e dello stato di salute
La domanda esaminata: come il cambiamento della soglia di screening della forza di presa influisce sulla prevalenza della sarcopenia e sull’identificazione delle persone a rischio?
Il risultato: soglia troppo bassa = perdita di diagnosi
Lo studio ha confrontato il criterio classico di 27/16 kg con una soglia più rigorosa. Alzando la soglia a 36 kg per gli uomini e 23 kg per le donne, i risultati hanno mostrato:
- Sarcopenia possibile dal 10,6% è salita al 40,1% (4 volte)
- Sarcopenia diagnosticata dall’1,4% al 5%
- Sarcopenia grave dal 3,9% all’8,8% (2,3 volte)
In altre parole: con la soglia più alta, lo studio ha identificato 4 volte più persone nel gruppo a rischio precoce – persone che il criterio standard definiva “sane”.
È importante chiarire: questo studio non ha misurato la mortalità da solo (è un’analisi trasversale, non un follow-up longitudinale). Il legame tra bassa forza di presa e mortalità si basa su studi longitudinali precedenti, e la soglia più rigorosa di 36/23 kg è già stata associata a un rischio di mortalità in studi precedenti. Questo è il motivo per cui i ricercatori la propongono: per identificare precocemente persone che altri studi hanno già dimostrato essere a maggior rischio.
Perché è importante?
La sarcopenia non è un processo completamente reversibile, ma prima viene individuata, maggiori sono le possibilità di migliorare la condizione. L’allenamento di resistenza combinato con una corretta alimentazione (soprattutto un adeguato apporto proteico) può rafforzare il muscolo e migliorare la funzione, e l’effetto maggiore si ottiene iniziando in una fase precoce, prima che il muscolo si indebolisca gravemente. La soglia attuale coglie le persone principalmente nella fase diagnosticata o grave, quando è già più difficile intervenire. La nuova soglia le coglie nella fase possibile, quando c’è ancora più tempo per agire.
“Utilizzando criteri più rigorosi, possiamo identificare la condizione prima, aumentando così le possibilità di invertirla con allenamento di forza e una corretta alimentazione.” – Prof. Tiago Alexandre
Come testarsi a casa
Non devi aspettare una visita medica. Un dinamometro manuale (misuratore di forza di presa) costa circa 30-50 $ su Amazon. Il test è semplice:
- Siediti su una sedia, schiena dritta
- Tieni il dinamometro in una mano, braccio piegato a 90 gradi, gomito vicino al corpo
- Stringi con tutta la forza per 3-5 secondi
- Ripeti 3 volte, prendi il risultato più alto
- Ripeti con l’altra mano
- Ogni mano darà un valore. Nelle persone sane di solito c’è una differenza di circa il 10% tra le mani
Secondo il criterio più rigoroso proposto nello studio:
- Uomini sotto i 36 kg: è opportuno prestare attenzione e considerare l’inizio di un allenamento di resistenza
- Donne sotto i 23 kg: è opportuno prestare attenzione e integrare l’allenamento di resistenza con un adeguato apporto proteico
Il legame con la malnutrizione
Il team ha anche scoperto un dato importante: il legame tra malnutrizione e sarcopenia grave era più forte con il criterio più rigoroso. In altre parole, la sarcopenia grave non è solo un problema di attività fisica – è spesso anche un problema nutrizionale. Correggere uno senza l’altro non sarà sufficiente.
Strategia in due fasi:
- Nutrizione: almeno circa 1,2 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno
- Allenamento di resistenza: 2-3 volte a settimana, 30-45 minuti
- Entrambi insieme danno un risultato migliore di ciascuno da solo
Impatto sui sistemi sanitari
Se il criterio più rigoroso venisse adottato su larga scala, ci sarebbero implicazioni sistemiche:
- Una parte significativa degli anziani rientrerebbe nell’etichetta “sarcopenia possibile”. Un numero elevato, ma che riflette la realtà del declino della forza muscolare con l’età
- I sistemi sanitari potrebbero integrare lo screening: un breve test di forza di presa durante la visita dal medico di famiglia dopo i 60 anni
- Sarebbe possibile indirizzare prima ai programmi di allenamento: un intervento relativamente economico e mirato
In sintesi: un test di 30 secondi
Il criterio più rigoroso offre un approccio semplice: un test periodico della forza di presa dopo i 60 anni. Se sei sotto la soglia, è opportuno agire: allenamento di resistenza e una corretta alimentazione. È economico e semplice. Invece di aspettare che la sarcopenia progredisca, è possibile individuare i segni precocemente, quando c’è ancora più tempo per rafforzare il muscolo.
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