Le cellule staminali ematopoietiche (HSC) sono la fabbrica che produce tutte le nostre cellule del sangue: globuli rossi, bianchi e piastrine. Con l'età, funzionano sempre meno, danneggiando il sistema immunitario, l'energia e la risposta vaccinale. Una nuova ricerca pubblicata su Nature Communications dal Prof. Yuta Yamada e colleghi ha identificato il colpevole sorprendente: MLKL, una proteina nota principalmente per il suo ruolo nell'"uccidere" le cellule, si rivela essere anche la causa dell'invecchiamento delle cellule staminali, e in modo inaspettato.
Chi è MLKL e cosa fa di solito?
MLKL (Mixed Lineage Kinase domain-Like) è l'esecutore del processo chiamato necroptosi, un tipo di "morte cellulare programmata" diverso dall'apoptosi. Quando la cellula è gravemente danneggiata o infetta, MLKL viene attivato, si sposta verso la membrana cellulare e la lacera in pezzi. Questo è un processo difensivo, che rimuove le cellule danneggiate dal sistema.
La scoperta sorprendente: MLKL attivo anche senza uccidere
Il team di Yamada ha utilizzato topi transgenici con un sensore fluorescente che si accende quando MLKL è attivato. Hanno identificato un nuovo fenomeno: nelle cellule staminali del sangue, MLKL è attivo ma non uccide la cellula. Invece, si accumula nei mitocondri, dove:
- Danneggia le membrane mitocondriali
- Riduce la produzione di energia (glicolisi scarsa)
- Diminuisce la capacità di autorinnovamento della cellula staminale
- Danneggia la produzione di cellule linfoidi (lineaggio linfoide), che producono le cellule immunitarie B e T
I fattori che attivano MLKL
Il team ha identificato tre fattori principali che attivano MLKL nelle cellule staminali senza ucciderle:
- Infiammazione cronica (inflammaging): bassi livelli di citochine infiammatorie che aumentano con l'età
- Stress replicativo: elevata richiesta di divisione delle cellule staminali, che causa danni al DNA
- Stress oncogenico: potenziali inizi di mutazioni cancerose che vengono attivate ma il sistema le blocca
Il legame con la longevità
Nei topi anziani, MLKL ha mostrato un'attività aumentata e la funzione delle cellule staminali è peggiorata significativamente. Quando hanno rimosso geneticamente MLKL, questi topi hanno mantenuto un sistema sanguigno e immunitario più giovane e funzionante: mitocondri più sani, meno danni al DNA, capacità di autorinnovamento delle cellule staminali preservata e produzione di cellule linfoidi (B e T) mantenuta invece di declinare. È importante precisare: lo studio non ha esaminato la durata della vita né ha riportato differenze nella mortalità, ma piuttosto la conservazione della funzione del sistema sanguigno e immunitario. Cioè, per quanto riguarda sangue e immunità, MLKL non è solo un segno di invecchiamento, ma una delle cause di una parte di esso.
Quali sono le implicazioni per gli esseri umani?
Le aziende farmaceutiche stanno già sviluppando inibitori di MLKL per l'uso in malattie infiammatorie. Se questa ricerca viene confermata negli esseri umani, gli stessi inibitori potrebbero essere utilizzati anche come integratori per la longevità:
- Sistema immunitario più forte negli anziani
- Produzione di sangue normale per un periodo più lungo
- Riduzione del rischio di sindromi mielodisplastiche e leucemia
Il punto fondamentale
La proteina il cui compito è "uccidere le cellule pericolose" si rivela essere uno dei fattori principali della perdita di funzione con l'età, anche senza uccidere. Questo è un esempio di ciò che la ricerca sulla longevità sta iniziando a capire: l'invecchiamento non è un singolo grande guasto del sistema. È l'accumulo di piccoli processi, ognuno dei quali funziona leggermente diversamente da come dovrebbe. E ora abbiamo un altro bersaglio per il trattamento.
💬 Commenti (0)
Sii il primo a commentare l'articolo.