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Cellule staminali

Intestino giovane in intestino vecchio: uno studio rivela che il trapianto di batteri giovani ringiovanisce le cellule staminali

Le cellule staminali del tuo intestino perdono la capacità di rinnovarsi con l'età, e con esse anche l'intestino. Un nuovo studio pubblicato su Stem Cell Reports mostra che il trasferimento di un microbioma giovane a topi anziani ha ripristinato la funzione delle cellule staminali. Una scoperta che cambia la comprensione dell'invecchiamento intestinale.

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Quando si dice "cellule staminali", la gente pensa a laboratori e iniezioni costose. Ma hai cellule staminali che lavorano 24/7, solo che non lo sapevi: le cellule staminali dell'intestino. Rinnovano le tue mucose ogni 4-5 giorni. Con l'età, si fermano. Un nuovo studio pubblicato su Stem Cell Reports offre una soluzione sorprendente: sostituire i batteri che le circondano.

Il problema: quando l'intestino smette di rigenerarsi

Le mucose intestinali sono il tessuto che si rigenera più velocemente nel corpo. Le cellule staminali del tuo intestino producono ogni giorno miliardi di nuove cellule figlie che sostituiscono quelle vecchie. Con l'età, questo meccanismo rallenta. Il risultato: scarso assorbimento dei nutrienti, lenta guarigione da lesioni intestinali e diminuzione della capacità di rigenerazione tissutale.

Cosa fa "impigrire" le cellule staminali intestinali con l'età? Una teoria diceva che fosse interno alla cellula stessa. Ma il team del Prof. Hartmut Geiger, direttore dell'Istituto di Medicina Molecolare dell'Università di Ulm in Germania, e i suoi collaboratori al Cincinnati Children's Hospital, hanno pensato diversamente. Si sono chiesti se l'ambiente cellulare, e specificamente i batteri nell'intestino, facessero parte del problema.

L'esperimento: sostituzione dei batteri

Il team ha preso topi anziani e ha trasferito loro un microbioma da topi giovani sani, in un processo chiamato FMT (Fecal Microbiota Transfer). Dopo che il microbioma dei topi anziani è diventato più "giovane", hanno esaminato la funzione delle cellule staminali intestinali e l'espressione dei loro geni.

I risultati hanno sorpreso il team:

  • L'espressione genica nelle cellule staminali è tornata a una funzione giovanile: i livelli dei geni Ascl2 e Lgr5 nelle cripte e nelle cellule staminali sono aumentati fino a livelli simili a quelli dei topi giovani
  • L'attività di divisione nelle cripte intestinali (mitosi) è aumentata, il che significa che le cellule staminali hanno ripreso a produrre nuove cellule a un ritmo più giovane
  • La funzione rigenerativa delle cellule staminali è stata ripristinata e la guarigione da danni alla mucosa intestinale è stata significativamente accelerata
"Un microbioma più giovane è in grado di stimolare un intestino anziano a guarire più velocemente e a funzionare più come un intestino giovane", ha concluso il Prof. Geiger.

Come i batteri "ringiovaniscono" le cellule staminali?

Il team ha svelato il meccanismo molecolare. Le cellule staminali giovani si basano sulla segnalazione WNT canonica che passa attraverso una proteina chiamata Ascl2, un meccanismo che mantiene le cellule staminali attive e in divisione. Con l'età, il cambiamento nella composizione dei batteri intestinali indebolisce questa segnalazione WNT attraverso Ascl2, e quindi la capacità di rigenerazione delle cellule staminali diminuisce.

Il risultato più sorprendente riguarda il batterio Akkermansia muciniphila, un batterio generalmente considerato benefico. Il team ha scoperto che proprio i suoi livelli elevati, che aumentano con l'età, sopprimono la segnalazione WNT mediata da Ascl2 nelle cellule staminali, danneggiando così la rigenerazione della mucosa intestinale anziana. In altre parole: l'ambiente batterico invecchiato altera i segnali che le cellule staminali ricevono, e la sua sostituzione con un microbioma giovane ripristina la segnalazione WNT e la funzione normale.

Importante: si tratta ancora di topi

Il team avverte che c'è ancora molta strada da fare per l'applicazione negli esseri umani. Domande aperte:

  1. Lo stesso effetto si verificherà nell'intestino umano, che è molto più complesso?
  2. Quali batteri specifici sono responsabili dell'effetto? (Se lo sapessimo, potremmo sviluppare una capsula invece dell'FMT)
  3. Qual è il dosaggio corretto? Per quanto tempo l'effetto è stabile?
  4. È sicuro negli anziani con un sistema immunitario compromesso?

Come si collega ai trattamenti FMT esistenti?

Il trapianto di microbioma fecale è già approvato dal punto di vista medico negli Stati Uniti per il trattamento di infezioni persistenti da Clostridium difficile. L'esperienza clinica mostra che è una procedura relativamente sicura nella condizione approvata. L'estensione all'indicazione di "anti-invecchiamento intestinale" richiederà studi clinici ben organizzati, ma l'infrastruttura normativa e tecnica esiste già.

Cosa si può fare oggi

Fino a quando non ci saranno studi sull'uomo, questi sono gli interventi con prove di miglioramento del microbioma:

  • Fibre alimentari varie (frutta, verdura, legumi, cereali integrali), almeno 25-30 grammi al giorno
  • Alimenti fermentati (yogurt, crauti, kimchi, kefir) quotidianamente
  • Limitare gli antibiotici solo quando realmente necessari (cancellano i batteri buoni)
  • Evitare zuccheri trasformati che alterano la composizione del microbioma
  • Sonno di qualità. Il microbioma è influenzato dall'orologio biologico

La grande conclusione dello studio: il tuo invecchiamento non è solo tuo. È condiviso con i 100 trilioni di partner batterici che ospiti nell'intestino. Prenditi cura di loro, e loro si prenderanno cura del tuo intestino.

Fonti e citazioni

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